Uno
degli aggettivi che sceglierei per definirmi è edonista. Gustarsi la vita per
me è la cosa più importante. Quando sento dire, dai, la cosa più importante è la salute, replico che la salute un
giorno o l’altro ti abbandonerà, e a quel punto quello che avrà importanza non
sarà quanto tempo sei stato in salute ma se sei riuscito a goderti quel tempo.
Naturalmente ognuno se lo gode a modo proprio.
Un
film che ben analizza piacere e rinuncia è Chocolat.
La pellicola, ambientata nella Francia degli anni ’60, racconta la storia della
bella pasticcera Juliette Binoche che si trasferisce in un piccolo paesino per
aprire una cioccolateria. Si scontrerà con i benpensanti del paese, sindaco in
testa, che la vedono come una peccatrice sia perché ha aperto la sua
cioccolateria in piena Quaresima, sia (e soprattutto) perché ha una figlia a
carico pur non essendo sposata. Lo scontro tra i presunti cristiani (in realtà
meri bigotti) e la libertà da convenzioni e regole sociali abbracciata dalla
protagonista e dal gitano Johnny Deep di cui la cioccolataia si innamorerà, ti
accende e ti fa immedesimare. Se fossi stato lì, avrei dato un calcione nel
sedere del sindaco, che, tra una pratica amministrativa e l’altra, aveva anche
l’ardire di correggere le prediche del pretino di campagna che, appena
arrivato, insicuro e piegato al potere, gliele sottoponeva, rispettando alla
lettera le molte correzioni fatte dal Primo Cittadino.

Nessun commento:
Posta un commento