I film
d’animazione, Disney in testa, hanno spesso avuto per protagonisti animali.
Antropomorfizzare gli animali, rendendoli simili all’uomo nell’aspetto e
nell’carattere, è il modo migliore per raccontarci e per mettere in scena le
nostre debolezze, perché ci permette di prendere le distanze da noi stessi. Non
è un caso se il film Disney che meglio tratteggia buoni e cattivi sentimenti,
sensi di colpa e colpa reale, coraggio e meschinità umane, sia Il Re Leone, uno dei pochi ad impiegare
solo personaggi animali.
Curioso
come l’animale che è stato più spesso impiegato sia uno di quelli più odiati
nella vita reale: il topo. Tantissimi i topolini apparsi nei film d’animazione,
da Timoteo, il dolce e saggio consigliere dell’elefantino Dumbo, ai simpatici Giac
e Gas Gas, i piccoli amici di Cenerentola.
Negli
anni ’80 e ’90, i topini sono stati promossi dal ruolo di comprimario a quello
di protagonista, con Bianca e Bernie, impegnati a salvare una bimba rapita e
nel sequel Bianca e Bernie nella terra
dei canguri un bambino australiano catturato da uno spietato cacciatore. La
tendenza prosegue con Basil
l’investigatopo, parodia di Sherlock Holmes, fino ad oggi, con il
topo-cuoco Rémy di Ratatouille.
Un’ulteriore
dimostrazione di quanto siamo strani noi esseri umani:i topi veri ci fanno
schifo, ma nei cartoni tifiamo per loro. Certo, i topi dei cartoni non puzzano,
si vestono come noi e non portano malattie. Potenza dell’immaginazione. E
nell’elenco dei topi animati, non dobbiamo dimenticare Topolino, il capostipite
della categoria, perché, come amava ricordare Walt Disney, tutto è cominciato con un topo.

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