martedì 14 gennaio 2014

E' un mondo di ratti


 
I film d’animazione, Disney in testa, hanno spesso avuto per protagonisti animali. Antropomorfizzare gli animali, rendendoli simili all’uomo nell’aspetto e nell’carattere, è il modo migliore per raccontarci e per mettere in scena le nostre debolezze, perché ci permette di prendere le distanze da noi stessi. Non è un caso se il film Disney che meglio tratteggia buoni e cattivi sentimenti, sensi di colpa e colpa reale, coraggio e meschinità umane, sia Il Re Leone, uno dei pochi ad impiegare solo personaggi animali.

Curioso come l’animale che è stato più spesso impiegato sia uno di quelli più odiati nella vita reale: il topo. Tantissimi i topolini apparsi nei film d’animazione, da Timoteo, il dolce e saggio consigliere dell’elefantino Dumbo, ai simpatici Giac e Gas Gas, i piccoli amici di Cenerentola.

Negli anni ’80 e ’90, i topini sono stati promossi dal ruolo di comprimario a quello di protagonista, con Bianca e Bernie, impegnati a salvare una bimba rapita e nel sequel Bianca e Bernie nella terra dei canguri un bambino australiano catturato da uno spietato cacciatore. La tendenza prosegue con Basil l’investigatopo, parodia di Sherlock Holmes, fino ad oggi, con il topo-cuoco Rémy di Ratatouille.

Un’ulteriore dimostrazione di quanto siamo strani noi esseri umani:i topi veri ci fanno schifo, ma nei cartoni tifiamo per loro. Certo, i topi dei cartoni non puzzano, si vestono come noi e non portano malattie. Potenza dell’immaginazione. E nell’elenco dei topi animati, non dobbiamo dimenticare Topolino, il capostipite della categoria, perché, come amava ricordare Walt Disney, tutto è cominciato con un topo.

Nessun commento:

Posta un commento