giovedì 16 gennaio 2014

Il triste addio alla giovinezza


 
La musica è un elemento portante del cinema ed è ovvio che quando si parla di musical, la colonna sonora diventa il principale parametro di giudizio.

Il musical. Un genere che conta tanti estimatori quanti detrattori. E il motivo è presto detto: molti spettatori vivono le canzoni come un’interruzione della storia, un qualcosa che rallenta la trama. In realtà è così solo quando un musical è mal scritto. Le canzoni hanno lo scopo opposto: quello di accelerare le narrazione, raccontando in pochi minuti parti che altrimenti prenderebbero almeno mezz’ora. Hakuna Matata ne Il Re Leone è un ottimo esempio: racconta in soli quattro minuti la crescita di Simba e il suo passaggio dall’infanzia all’età adulta.

La cattiva reputazione che il musical si trascina dietro deriva dai molti film del genere in cui la parte cantata e quella parlata non sono ben bilanciate. Se ad un certo punto vi ritrovate a pensare Oddio, non un’altra canzone! Che motivo c’è anche adesso per cantare?, il musical a cui state assistendo non è certo un capolavoro.

Se dovessi scegliere un solo musical da consigliare, opterei senza ombra di dubbio per Mamma mia!. La storia è commovente e leggera allo stesso tempo, si ride e si piange (come in ogni vero capolavoro), e la firma degli Abba dà alla colonna sonora un valore aggiunto. Un ottimo musical però si distingue anche per il valore intrinseco delle canzoni e Mamma mia! non fa eccezione.

Una di quelle che mi colpiscono maggiormente è Our last summer (La nostra ultima estate). È il momento in cui Pierce Brosnam, Colin Firth e Stellan Skarsgård raccontano alla figlia della donna che hanno amato in gioventù, la loro estate d’amore. Struggente perché l’ultima prima di diventare adulti grigi e responsabili, l’ultima con la spensieratezza della gioventù e con una grossa verità tra le strofe: sotto sotto avevamo paura di volare, di invecchiare, di morire lentamente. Ci provammo, come se stessimo ballando la nostra ultima danza . Perché quando un film ci parla di noi e della vita, diventa poesia.
 
 

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