Ci
sono rivalità che durano per sempre, al punto che l’idea di una vita senza la
propria nemesi diventa quasi inaccettabile. Ci sono personaggi che non è quasi
possibile nominare senza pensare allo stesso tempo al loro avversario, come Stephanie
e Brooke di Beautiful, James Bond e
Blofeld (il capo della Spectre), Topolino e Gambadilegno.
Se
normalmente il pubblico tifa per il buono, ci sono casi in cui, per quanto
sembri assurdo, è più facile empatizzare con il cattivo. Rientrano tra questi
alcuni dei cartoni che hanno divertito generazioni dei bambini, come Tom e
Jerry, Titti e Silvestro, Willy il Coyote e Beep Beep.
E’ uno
scontro epico, nato agli albori del mondo, quello tra preda e predatore. Il
motivo del successo è il rovesciamento della prospettiva: Tom, Silvestro e il
Coyote sono più grandi e più forti, ma le loro prede riescono sempre ad avere
la meglio su di loro, facendoli diventare da vittime carnefici. Jerry è astuto
come una volpe (pur essendo un topo); Titti dietro quell’aria da innocente e
puro, è un delinquente di prima categoria che non esita a farne passare di
tutti i colori a Silvestro; Beep Beep è più fortunato di Gastone: ogni volta
che c’è un crepaccio lui corre talmente veloce da attraversarlo arrivando dall’altra
parte, mentre il Coyote cade miseramente.
Paradossalmente
sono i cacciatori quelli che fanno pena, soprattutto perché le loro prede
godono dello status di vittime pur essendo tremendamente agguerriti. Ed ecco
che quasi quasi speri che il Coyote lo catturi quell’antipatico Road Runner
(nome originale di Beep Beep). Ma non può. E non perché il cattivo non può
vincere, ma perché se riuscisse a prenderlo il cartone finirebbe e con esso il
nostro divertimento, ma soprattutto perché la sua vita non avrebbe più senso.
È questa la paradossale situazione in cui si trovano i nemici: se riescono nel loro intento e realizzano lo scopo della loro vita, non gli resta più niente. Perché, dopotutto, due avversari preferiscono continuare l'eterna gara nella quale ognuno dei due vuole disperatamente arrivare primo. Però, se uno dei due s'attarda, l'altro lo aspetta. Per continuare assieme il lungo viaggio fino al traguardo della vita, come recitava il poetico finale di un film con Don Camillo e Peppone.
È questa la paradossale situazione in cui si trovano i nemici: se riescono nel loro intento e realizzano lo scopo della loro vita, non gli resta più niente. Perché, dopotutto, due avversari preferiscono continuare l'eterna gara nella quale ognuno dei due vuole disperatamente arrivare primo. Però, se uno dei due s'attarda, l'altro lo aspetta. Per continuare assieme il lungo viaggio fino al traguardo della vita, come recitava il poetico finale di un film con Don Camillo e Peppone.

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