Ci
sono persone che vorrei o avrei voluto conoscere (nel caso l’interessato non
sia più tra i vivi). Quello che mi intriga e attira è la loro genialità, la
loro complessa visione della vita, la loro filosofia. Uno di questi è Tim
Burton.
Non
sono un suo fan, ma apprezzo e scorgo nei suoi film una sensibilità unica, un
modo di intendere il mondo che è evidente in quasi tutti i suoi lavori.
Burton
è il regista che meglio ha tratteggiato il tema della diversità. Da Edward,
creatura costruita da un anziano inventore (Vincent Price, il re dell’horror
anni ‘50) che si ritrova due forbici al posto delle mani perché il suo creatore
muore prima di finirlo, alla sposa cadavere uccisa il giorno del suo matrimonio
e rimasta in bilico tra il mondo dei vivi e dei morti. Il diverso per Burton è
una vittima che spesso finisce col diventare un colpevole. Additato come un
mostro, finisce proprio per questo col diventarlo, come la sua personale visone
del Pinguino in Batman – Il ritorno
che, abbandonato nelle fogne dai suoi stessi – inumani – genitori, dedica la
vita a progettare la vendetta: rapire e uccidere i primogeniti di tutte le
famiglie di Gotham City, privandoli di quello di cui anche lui è stato privato.
C’è
una gran solitudine nei suoi eroi, sono estraniati dalla realtà e si ritornavano
a non avere legami, vivendo in un mondo che non è il loro, come il vampiro
Barnabas nel recente Dark Shadows,
sepolto vivo nel Settecento e riportato alla luce negli anni ’70 dello scorso
secolo.
Come
molti altri registi, Burton ha una ristretta cerchia di attori che utilizza con
frequenza, probabilmente perché sente le loro interpretazioni affini alla sua
sensibilità, da Johnny Deep a Micheal Keaton, da Martin Landau alla moglie
Helena Bonham Carter.
Insomma,
non è possibile vedere un film di Burton senza notare la sua mano dietro la
macchina da presa, dalle atmosfere gotiche e cupe all’humor nero, passando per
la continua presenza della morte. Ed è proprio la capacità di imprimere la sua
impronta in ogni lavoro, ciò che rende un regista un artista.

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