giovedì 20 febbraio 2014

Quando le ciambelle riescono col buco



Una delle pratiche che hanno preso sempre più piede nel mondo del cinema è quella di raccontare nuovamente una storia già messa in scena, ammodernando semplicemente l’ambientazione o utilizzando effetti speciali che all’epoca della realizzazione della pellicola originale ancora non esistevano. Sto parlando di quello che in gergo viene chiamato remake.

Fare un remake comporta solitamente entrate sicure – si utilizza una storia che il pubblico ha già dimostrato di apprezzare – a scapito della qualità. Generalmente il remake non è all’altezza dell’originale.

Uno dei pochi che addirittura lo supera è Sperduti a Manhattan, girato nel 1999. Steve Martin è un cinquantenne che ha appena perso il lavoro e che spera di ottenere un nuovo impiego nella Grande Mela. Parte per New York, dove la mattina seguente ha un appuntamento per un colloquio, ma all’ultimo momento la moglie (Goldie Hawn) decide di accompagnarlo. Dal momento della partenza, tutto comincerà ad andare storto. Martin e la moglie si ritroveranno a vivere la notte più assurda e iellata della loro vita. A questi due poveracci accade davvero di tutto: il loro aereo viene reindirizzato verso Boston per il maltempo, vengono rapinati, l’albergo in cui avevano prenotato non gli dà la camera e li butta fuori.
 
La pellicola, remake di Un provinciale a New York (con Jack Lemmon e Sandy Dennis), è più vivace dell’originale, una girandola di situazioni grottesche e al limite del ridicolo (memorabile il direttore dell’albergo John Cleese che, formale e intransigente con chiunque, aspetta la notte per chiudersi nella sua stanza e vestirsi da drag queen).

Probabilmente nel 1970, anno a cui risale l’originale, una comicità tanto fracassona e incalzante non sarebbe stata gradita dal pubblico, ma il film ha proprio nella velocità con cui accade una disgrazia dietro l’altra la sua forza. Ed è per questo che Sperduti a Manhattan è uno dei pochi remake migliori dell’originale, che forse, per l’epoca, era troppo avanti.

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