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domenica 13 aprile 2014

Il volto del romanticismo


La commedia sentimentale evolve, come tutti i generi. Film che funzionavano negli anni ’70, già il decennio successivo non vanno. Cambiano le mode, ma soprattutto cambia la sensibilità del pubblico e di conseguenza il modo di raccontare una storia.

La commedia romantica ha vissuto negli anni ’60 e nei ’90 due periodi di massimo splendore. I film prodotti in questi decenni sono molto diversi tra di loro. Siamo passati dalla classe di Cary Grant all’apparenza trasandata di Hugh Grant (che in comune hanno solo il cognome), dall’innocente casalinga Doris Day alla sexy-donna impegnata Katherine Heigl, dal bacio di Casablanca al finire subito a letto di Prima ti sposo poi ti rovino.

La regina incontrastata del secondo decennio è senza dubbio Julia Roberts. Pur avendo partecipato anche a film di tutt’altro genere, dal fantastico Hook – Capitan Uncino al thriller Il rapporto Pellican, sono i film d’amore ad averla consegnata all’Olimpo di Hollywood, tanto da essere definita la “fidanzata d’America”.

Attrice strapagata e con il secondo sorriso più ampio della storia del cinema (il primo è quello del Joker di Jack Nicholson), ha avuto la fortuna di recitare con mostri sacri come Woody Allen, Susan Sarandon e Richard Gere. Tra i suoi maggiori successi, oltre al sempreverde Pretty woman, Qualcosa di cui sparlare, Il matrimonio del mio migliore amico, Se scappi ti sposo e molti altri.

Dal 2000 in poi, complice un periodo sabbatico di tre anni che ha deciso di concedersi dopo la nascita dei suoi gemellini, si sono diradati i ruoli e i successi al botteghino. Abbandonata la commedia, la sua carriera è virata verso il drammatico, con La guerra privata di Charlie Wilson, Un segreto tra di noi e il thriller spionistico Duplicity. Le incursioni nel cinema romantico si sono diradate: le uniche negli ultimi anni sono il film corale Appuntamento con l’amore e L’amore all’improvviso con Tom Hanks. Del resto l’età avanza per tutti, anche per la fidanzata d’America.

domenica 23 febbraio 2014

Un amore lungo vent'anni


 
Il 13 aprile 1992 Raiuno trasmise per la prima volta Pretty woman. Gli ascolti furono buoni, più di 10 milioni di spettatori, ma per un film di successo era un dato abbastanza scontato. Quello che in Rai non si sarebbero mai aspettati di vedere era, con il passare degli anni e delle repliche, aumentare il gradimento e il successo che il pubblico conferiva a questa pellicola. Gli ascolti erano sempre ottimi, in discesa – non essendo più una Prima Tv – ma solo lievemente.

La storia – definita come una moderna versione di Cenerentola – è romantica e trasgressiva allo stesso tempo, con l’amore impossibile tra un affarista senza scrupoli (Richard Gere, che sulle donne ha sempre esercitato un certo fascino, si sa) e una prostituta (Julia Roberts, agli inizi di una sfavillante carriera). Tutto parte come un normale contratto d’affari. Lui la ferma per strada per chiederle un’informazione, lei sale in macchina e lo porta a destinazione. Lui ci ripensa e la invita a salire nel suo albergo. Una notte brava, che sarà mai? Ma il caso vuole che lui abbia bisogno di una ragazza per presenziare ad alcuni importanti appuntamenti di lavoro. Ed ecco la proposta: una settimana insieme, giorno e notte, tutto pagato. Un affare per lei, una soluzione perfetta per lui. Quello che entrambi non hanno messo in conto è di innamorarsi.

Il soggetto è l’ideale per una commedia romantica e a rendere memorabile il film contribuiscono la colonna sonora e i personaggi di contorno (su tutti il direttore dell’albergo, severo e complice, interpretato perfettamente da Héctor Elizondo).

Pretty woman è stato trasmesso 23 volte in 22 anni. È un evergreen, come i film di Don Camillo, quelli di Bud Spencer e Terence Hill o Il piccolo Lord a Natale (e a volte anche a Pasqua). Perché le buone storie vivono per sempre.