Due
giorni fa si è spento uno degli attori che hanno segnato un’epoca ad Hollywood:
Peter O’Toole. Irlandese, cresciuto in Inghilterra, debuttò a teatro, passando
al grande schermo nel 1960 con la pellicola della Disney Il ragazzo rapito. Una carriera lunga più di 50 anni, eppure il
film con cui è maggiormente identificato è uno dei primi che ha interpretato: Lawrence d’Arabia.
Mi
piace ricordarlo citando un film del 1966, una divertente commedia a cui prese
parte in coppia con la più elegante lady di Hollywood: Audrey Hepburn. La
pellicola in questione è Come rubare un
milione di dollari e vivere felici. La storia prende spunto dalle
stravaganti abitudini di un simpatico ed anticonvenzionale artista (Hugh
Griffith, caratterista a dir poco eccezionale) che è solito falsificare opere
d’arte prestigiose per poi venderle ai collezionisti, unicamente per il gusto
di riuscire ad ingannarli. Nel momento in cui presta ad un prestigioso museo parigino
una delle opere in suo possesso, la Venere di Cellini, stimata un milione di
dollari, rischia che le sue truffe vengano scoperte, dato che anche la Venere è
un falso e che il museo, volendola assicurare dal rischio di furto, provvederà
ad una serie di controlli che finirebbero col constatarne la non autenticità.
La figlia (Audrey Hepburn) troverà la soluzione: rubare la statua prima che
venga analizzata ed intascare dal museo il risarcimento milionario. Per farlo
però ha bisogno di un complice, ed ecco che quando nella notte un uomo (Peter
O’Toole) s’introduce in casa sua, lei, scambiandolo per un ladro, coglie
l’occasione e gli propone il colpo. Lui in realtà è un poliziotto che sta
investigando sul padre della giovane, ma sta al gioco, inizialmente per
incastrare l’intera famiglia e poi perché s’innamora della bella complice.
Proprio
la commedia romantica vecchio stile, con qualche casto bacio e molti sorrisi,
così diversa dalle commedie girate oggigiorno, con un ritmo più serrato e la
coppia di turno che finisce a letto prima del decimo minuto di film. Il tipo di
commedia che non esiste più e verso cui, quando uno degli interpreti lascia
questa terra per i Pascoli del Cielo, non possiamo fare meno di provare un
pizzico di nostalgia.
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